Luca “Papi”

Luca “PAPI” Papinutti

aka (x86, Il o El Papi, McPaps)

E’ nato tra le colline del Friuli Venezia Giulia, nell’anno in cui Ralph Baer commercializzava la Magnavox ITL 200, dopo il sisma del ’76 tra gli aiuti per gli sfollati, arrivarono oltre a qualche sparuto televisore, non si sa come anche una console pong, che segnerà in maniera indelebile quelle giovani menti, nel ’82 il commodore 64 di un amico impressiona talmente tanto il ragazzino, che decide, nonostante la contrarietà dei famigliari, che l’informatica sarà il suo futuro. Non potendo frequentare, una scuola per programmatori, si iscrive ad un istituto tecnico, ma le estati le passa frequentando stage gratuiti direttamente al CED della Snaidero Spa dove entra in contatto con il Cobol ed i grandi Mainframes di Big Blue, saltando spesso le pause pranzo pur di riuscire a giocare coi dos games, meglio se “taroccando” gli High Scores, con gli editor esadecimali. Si compra il primo PC, risparmiando i soldi delle paghette e dei vari lavoretti, scegliendo un PC 10 III piuttosto che uno scattante Ciao. Diplomatosi, senza eccellere, entra militare e finisce tra Camion e Mainframe, dividendosi tra i compiti di Autiere e quelli al NED, dove conosce Fortran e Prologue, mentre nelle libere uscite sistema i computer di un negozietto locale. Una volta Congedato, inizia un percorso di programmatore e sistemista autodidatta, sfruttando le nozioni apprese sulla gestione dei database. Spesso le intuizioni e la fortuna gli permettono di brillare come tecnico, anche grazie ad una spiccata curiosità che lo porta a cercare di esplorare i vari sistemi, dalle macchine Sun alle SGI, dall’Amiga alle Acorn ritrovandosi quasi senza accorgersi, lui mentre i genitori a voglia che se ne accorgevano, a riempire la casa di ogni sorta di macchina ronzante che montasse a bordo qualcosa di particolare, e così con la scusa di offrire ai clienti dell’azienda dove operava un assistenza su una gamma molto vasta di sistemi, si ritrovava invece a collezionarli.
Poi probabilmente a causa del Millenium Bug decide di voltare pagina, si rende conto che il mondo esterno è più ampio di un monitor da 12″ e decide che l’informatica non sarà più il suo lavoro, ma solo la passione della sua vita, e così dopo oltre un decennio, oggi, lavora nell’emergenza  extra-ospedaliera, ed il tempo libero lo divide tra la famiglia, il retrocomputing (con una collezione di oltre 240 pezzi) ed il trashware in salsa OpenSource cercando di spiegare l’informatica con un linguaggio il più semplice e comprensibile possibile secondo l’idea di “spiegare l’informatica alla nonna”.
Frequentando le discariche alla ricerca di vecchi cimeli, decide di fondare un gruppo LUG per salvare dalla distruzione i PC che ancora sarebbero utilizzabili, donandoli a scuole, enti, associazioni… e dando anche una mano all’ambiente riducendo di fatto i rifiuti tecnologici.
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